CAMPAGNA INFORMATIVA INFEZIONE DA VIRUS WEST NILE

Il virus West Nile (WNV) appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome.

Nelle persone può causare una forma neurologica grave e a volte mortale, soprattutto negli anziani e nelle persone con disturbi immunitari. Circa l’80% delle persone che contraggono l’infezione, tuttavia, non sviluppano alcuna sintomatologia.
Il virus può inoltre causare una malattia grave e mortale nei cavalli; gli uccelli sono gli ospiti naturali di questo virus.

Attualmente WNV è diffuso in Africa, Medio Oriente, Nord America, Asia Occidentale ed Europa, dove è stato segnalato a partire dal 1958.
In Italia il primo focolaio di West Nile Disease (WND) è stato confermato nella tarda estate del 1998 nella zona umida denominata Padule di Fucecchio in Toscana, con alcuni casi clinici nei cavalli. Dal 2008, la circolazione del WNV è stata segnalata ogni anno nelle persone, negli animali e nelle zanzare, in diversi territori italiani.

COME SI TRASMETTE

Viene trasmessa alle persone e agli animali, generalmente equini e uccelli, attraverso la puntura di zanzare infette. Non si trasmette da persona a persona. Nei serbatoi di infezione, uccelli migratori e animali domestici, il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

Le zanzare si infettano quando pungono uccelli infetti, nel cui sangue il virus circola per alcuni giorni. Il virus arriva alle ghiandole salivari delle zanzare e può essere trasmesso con la puntura alle persone o agli animali, dove si moltiplica e può causare la malattia.

In Italia le specie di zanzare che più frequentemente possono trasmettere il virus sono Culex pipiens s.l., Culex modestus e Ochlerotatus caspius mentre, come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, per lo più passeriformi e corvidi.

Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono il contatto con animali infetti o con il loro sangue e tessuti, trapianti di organi, trasfusioni di sangue e allattamento, oppure in laboratorio al personale che effettua le analisi. È stato documentato un caso di trasmissione madre-feto in gravidanza.

SINTOMI E SEGNI

Il periodo di incubazione generalmente è di 3-14 giorni.

La maggior parte delle infezioni decorre in modo del tutto inapparente, tuttavia circa il 20% delle persone infette sviluppa una forma sintomatica simil-influenzale con febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, stanchezza, nausea, vomito e raramente esantema cutaneo (sul tronco) e linfonodi ingrossati. La maggior parte delle persone affette da questa forma guariscono completamente, tuttavia lo stato di debolezza e affaticamento può persistere per settimane o mesi.

La forma grave include meningite ed encefalite, con febbre alta, mal di testa, rigidità del collo, stato stuporoso, disorientamento, tremori, convulsioni, debolezza muscolare, perdita della vista, intorpidimento, paralisi e coma. Questa forma può svilupparsi nelle persone di qualsiasi età, tuttavia le persone anziane, le persone con disturbi immunitari, le persone affette da alcune patologie, quali tumori, diabete, ipertensione, malattie renali e le persone sottoposte a trapianto sono a maggior rischio. In questi casi, la guarigione può avvenire dopo settimane o mesi e possono residuare alcuni sintomi nervosi in forma permanente.

La letalità della malattia, nelle forme di tipo meningo-encefalitico, è in media del 10% e può variare tra il 3% e il 15%.

Dopo l’infezione si sviluppa immunità che può durare per tutta la vita.

DIAGNOSI

Si raccomanda di rivolgersi al proprio medico, qualora compaiano i sintomi indicati, soprattutto nei mesi estivi e autunnali, quando è maggiore l’attività delle zanzare.

Esistono numerosi test di laboratorio per confermare il sospetto diagnostico.

TERAPIA

Non esiste una terapia specifica o un vaccino per uso umano.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana.

Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi, antidolorifici, prevenzione delle infezioni secondarie e respirazione assistita.

PREVENZIONE

Il metodo preventivo più efficace consiste nell’evitare le punture di zanzara.

Si raccomanda di:

utilizzare repellenti cutanei per uso topico registrati come presidi medico chirurgici (PMC), attenendosi alle norme indicate sui foglietti illustrativi

indossare abiti di colore chiaro che coprano le maggior parte del corpo

evitare le attività all’aperto nelle ore in cui le zanzare sono più attive

soggiornare in ambienti con aria condizionata o protetti da zanzariere applicate a porte e finestre

dormire in letti muniti di zanzariere, ed eventualmente utilizzare spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico

oppure utilizzare diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi nel solo caso di presenza di questi insetti in ambienti interni.

Le persone dovrebbero inoltre collaborare attivamente alle misure di controllo delle zanzare, impedendo che queste possano riprodursi. Per fare ciò, le persone devono mettere al riparo dalla pioggia tutto ciò che può raccogliere acqua, introdurre pesci in vasche e fontane, chiudere con coperchi o coprire con teli i bidoni e i recipienti che non possono essere spostati, svuotare i sottovasi ed altri recipienti almeno una volta alla settimana.

SORVEGLIANZA

Per intensificare le attività di sorveglianza e risposta, il Ministero della Salute ha emanato varie circolari. L'ultima è la Circolare Piano di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu - 2019.

Gli obiettivi della sorveglianza integrata sono:

  • individuare il più precocemente possibile la circolazione virale sul territorio nazionale attraverso programmi di sorveglianza mirata riguardanti gli equidi, gli uccelli appartenenti a specie bersaglio e gli insetti vettori, per permettere una rapida valutazione del rischio finalizzata all’adozione di adeguate misure preventive in sanità pubblica
  • attuare in maniera tempestiva, efficace e coordinata le misure preventive necessarie per ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo, tramite un efficiente scambio di informazioni tra tutti gli Enti interessati
  • prevenire il rischio di trasmissione della malattia agli esseri umani sia attraverso le donazioni di sangue, emocomponenti, organi o tessuti, sia attraverso la puntura delle zanzare durante il loro periodo di maggiore attività vettoriale
  • governare in maniera coordinata le eventuali emergenze epidemiche.

Il piano si avvale della:

  • sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio. Nelle aree a basso rischio è possibile, in alternativa attuare la sorveglianza su allevamenti avicoli rurali o all’aperto
  • sorveglianza clinica negli equidi
  • sorveglianza entomologica
  • sorveglianza su esemplari di uccelli selvatici rinvenuti morti
  • sorveglianza dei casi umani.

Le modalità di attuazione della sorveglianza differiscono a seconda della situazione epidemiologica locale. Le aree oggetto del piano sono individuate sulla base delle evidenze epidemiologiche relative al WNV riferite agli anni precedenti, nonché sulla base di informazioni epidemiologiche/ecologiche/ambientali.

Le modalità di attuazione della sorveglianza differiscono a seconda della situazione epidemiologica locale. Le aree oggetto del piano sono individuate sulla base delle evidenze epidemiologiche relative al WNV riferite agli anni precedenti, nonché sulla base di informazioni epidemiologiche/ecologiche/ambientali.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al link: https://www.salute.gov.it/portale/sanitaAnimale/dettaglioContenutiSanitaAnimale.jsp?lingua=italiano&id=214&tab=1

Contenuto inserito il 25-08-2021 aggiornato al 25-08-2021
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